| Riforma elettorale: le principali novità |
|
|
|
| Giovedì 16 Luglio 2026 12:48 |
|
La proposta di riforma della legge elettorale introduce un sistema prevalentemente proporzionale, con un correttivo maggioritario volto a favorire la stabilità di governo. Il testo, dopo l’approvazione da parte della Camera dei deputati, è ora all’esame del Senato. L’elemento centrale della riforma è l’introduzione di un premio di maggioranza assegnato alla lista o alla coalizione che ottenga almeno il 42% dei voti. In questo caso vengono attribuiti seggi aggiuntivi, mentre, se tale soglia non viene raggiunta, la distribuzione dei seggi avviene interamente con il metodo proporzionale. Il premio di maggioranza si aggiunge ai seggi già conquistati con il sistema proporzionale, ma è previsto un limite massimo al numero complessivo di seggi ottenibili. Qualora tale limite venga superato, i seggi eccedenti vengono sottratti alla quota proporzionale. Restano esclusi da questo calcolo i rappresentanti eletti nella circoscrizione Estero. Rimangono inoltre invariate le soglie di sbarramento: 3% per i partiti che si presentano da soli e 10% per le coalizioni. La riforma elimina i collegi uninominali e introduce esclusivamente collegi plurinominali con liste bloccate. Gli elettori votano quindi una lista senza poter esprimere preferenze sui singoli candidati. L’ordine degli eletti viene stabilito dai partiti al momento della presentazione delle liste, attribuendo alle segreterie un ruolo decisivo nella selezione dei candidati. È inoltre previsto che ogni lista o coalizione indichi, al momento della presentazione del simbolo e del programma elettorale, la persona che intende proporre come presidente del Consiglio. Tale indicazione è obbligatoria per l’ammissione della lista, ma il nominativo non compare sulla scheda elettorale.
|



