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Pericolo nucleare. Non emozione, ma programmazione PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Marzo 2011 09:11

Quel che sorprende non è tanto il nuovo gossip nucleare, alla luce della tragedia giapponese. E' solo marginale riflettere sul fatto che il Giappone è una polveriera sismica, che un numero predominante di terremoti avvengono principalmente in una ristretta fascia che circonda l'Oceano Pacifico ed è connessa ai margine pacifico del continente americano, ed una serie di isole vulcaniche che gravitano nella stessa fascia. Almeno il 70 % dell'energia associata a terremoti è concentrata nella fascia circumpacifica. Inutile anche aggiungere che piu' che il terremoto, cui i giapponesi sono abituati a conviere quotidianamente, ha potuto lo tsunami, e che se non si fosse alzato un muro alto quanto un palazzo ad invadere la costa, tutto sarebbe rientrato nonostante la potenza del terremoto con danni relativi, proprio perchè la vittima è la nazione piu' preparata a questi fenomeni. Una differenziazione piu' netta si registra per i terremoti piu' profondi, quelli piu' potenti, tutti concentrati nella zona incriminata. E' chiaro quindi che seppure grave, il rischio nucleare del Giappone è un caso eccezionale. Intanto partono i movimenti antinucleare, Sarkozy chiede una riunione del G20 sulle opzioni energetiche, lunedì prossimo a Bruxelles si svolgerà una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia Ue,il mondo politico si allarma, la tragedia Giappone solleva dubbi sui rischi legati all'energia nucleare proprio mentre le commissioni della Camera italiana autorizzano il decreto legislativo sulle centrali nucleari con voto di Udc e Fli. Quel che sorprende, dicevamo, è che sulla base di un evento eccezionale ed irripetibile si risveglino le coscienze, che la Merkel decida di accelerare i controlli sulle 17 centrali nucleari tedesche, decidendo di chiuderne la metà, che la Francia attivi controlli immediati, che il mondo intero, in modo quasi univoco, segua un'improvvisa sindrome antinucleare. Il fenomeno nucleare costituisce una ricchezza pericolosa da sempre, non da oggi, ma non devono essere fenomeni come quello di Chernobyl, frutto di una gestione errata di vecchi regimi poco attenti alle condizioni di sicurezza, o casi eccezionali. Il controllo deve essere costante sempre, e la discussione deve essere complessiva, mondiale, non territoriale perchè l'energia nucleare è sicuramente una delle maggiori fonti energetiche, la piu' potente ed anche la piu' remunerativa. Le differenze energetiche di un paese pronucleare rispetto ad un altro sono notevoli, ed anche questo deve essere considerato. Certo, pensare ad una centrale nucleare italiana, gestita dalla politica, spaventa, se solo si pensa alla fatiscenza ed all'abbandono delle nostre opere pubbliche, ma non si può in alcun modo pensare di risolvere questioni tecniche così importanti, fondamentali per la nostra società, attraverso comitati pro o contro o attraverso le scelte del singolo politico di turno al potere.