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Editoriali
Blockbuster. Il fallimento è vicino PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Agosto 2010 19:21

Un altro compagno di vita se ne va, vittima dell'online e del contrabbando. Sembreremo esagerati, ma Blockbuster fa parte anch'essa dei ricordi. La piu' grande catena di negozi per l'acquisto e l'affitto di film chiuderà i battenti, anche se si sta facendo di tutto per salvarla, con accordi con le grandi case di distribuzione. A metà degli anni 90, l'apertura di questi veri e propri supermercati del video, catalizzò l'attenzione di tutti gli appassionati che, tessera alla mano, trascorrevano molto del proprio tempo alla ricerca del film da fittare, ed a volte, grazie a continue offerte che a quei tempi erano davvero vantaggiose soprattutto per la qualità e la esclusività, da acquistare. Nell'ultimo anno Blockbuster aveva già chiuso 1000 punti vendita in America. Rispetto ad altri sistemi di affitto film, quelli automatici, aveva sopratutto piu' fascino, anche se i prezzi erano generalmente piu' alti e dovevi correre ogni due giorni a restituire i film per non pagare salate multe. Le notti trascorse a cercare di completare la visione di un film di Blockbuster nonostante il sonno non erano poche, e cosa ancor piu' pericolosa era dimenticare per qualche giorno di avere dei film fittati. Ma tutto questo non scoraggiava gli amanti del cinema da casa, che con le nuove abitudini, favorirono la crisi del cinema, con la chiusura della maggior parte delle sale cinematografiche, alcune davvero storiche, proprio per l'avvento di Blockbuster. In Italia la crisi coinvolgerà 1500 dipendenti, a breve dovrebbero chiudere di 20 dei 235 punti vendita. La pirateria con o senza internet e la pay per view hanno vendicato gli amanti del vecchio cinema, quello delle salette da cento posti pieni di fumo, in una catena che, oltre la crisi economica, non salva nessun sistema che non riesca a stare al passo coi tempi e l'innovazione tecnologica. E' vero che non lo abbiamo amato, che lo abbiamo sopratutto subito, che lascia ricordi legati alle serate con amici o da soli nei momenti di noia, ma che non aveva il fascino della sua vittima precedente dove si andava perchè andavano tutti, e dovevi affrettarti per non perdere la programmazione di film che non avresti piu' avuto modo di vedere, e che rapppresentavano un evento ed un modo per reincontrare amici di un mondo a misura d'uomo.  

 
La televisione PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Agosto 2010 17:01

Aiuto! Hanno rubato la televisione mia e mio padre, Quella che è stata costruita con il canone pagato da mio padre. Aiuto! Voglio rivedere i cartoni animati che fino ad ieri ho visto da sempre in qualunque ora del giorno senza dover spendere la mia paghetta. Sono troppo giovane per sapere chi ha organizzato questo grosso affare, ma lo Stato può saperlo! Può ancora intervenire? Spero proprio di si! Ascoltando vari com-menti ho appreso che proprio coloro che impersonano lo Stato spingono per dare ai privati tutto ciò che è pubblico e consen-tire così, ad affaristi senza scrupoli, di arricchirsi in danno di cinquantasei milioni di italiani. Sogno che mi siano restituiti i miei programmi e che mio padre possa vedere le partite di calcio senza dover pagare la tangente ai nuovi “bagarini”.

 
Il sogno PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Agosto 2010 16:55

Dopo una notte di sonno finalmente riposante che gli ha consertito di recupera-re il peso di tante altre agitate per scrosci temporaleschi, fulmini. lampi e tuoni, Pio Pio ha aperto gli occhi colpiti da una luce intensa: è il sole. Va alla finestra e guarda sorpreso la valle: un forte vento ha portato via le fogli gialle dagli alberi e il verde del prato è brillante. E’ punteggiato da colori che Pio Pio non ha mai visto tutti insieme sullo sfondo verde. Che meraviglia! Una voce lo richiama alla abituale realtà: è ora di fare colazione. E‘ ora di scendere al piano inferiore. Davanti ad una tazza di latte fumante con i biscotti pronti all’immersione, Pio Pio chiede al nonno di spiegargli l’immagine scoperta poco prima; la risposta per il Nonno è semplice ma per Pio Pio imprevedibile: è una stagione che è sempre esistita e tu non la conosci perchè da alcui anni e scomparsa per colpa dell‘’uomo. L’umanità ha compiuti numerosi misfatti verso la natura. continua i nonno. Da almeno due decenni la Primavera è durata poche ore, cioè il tempo del passaggio fra una fascia ed un’altra delle temperature. Ora che un vulcano islandese ha sparato nell’atmosfera le sue polveri si è formato un involucro protettivo della Terra che proibisce il surriscaldamento e quindi favorisce lo sviluppo della piccola flora spontanea. E’ tanto bella la Primavera; spera di vederla ancora in futuro, sogna Pio.

 

 
La partecipazione dei lavoratori agli utili PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Agosto 2010 11:09

Tra le mille polemiche di questi giorni, la politica affronta il discorso, legato alla querelle Fiat - Fiom per i lavoratori sospesi e reintegrati, della partecipazione agli utili dei dipendenti delle aziende. Il riferimento dei sindacati moderati e del Ministro Del Welfare Sacconi, per il quale 'Parlare di meno Stato e piu' societa', significa parlare di Pomigliano, di un grande investimento che si realizza non con un incentivo pubblico ma con quanto e' realizzato dalla disponibilita' dei lavoratori ad una maggiore produttivita' significa affrontare una metodologia che potrebbe sconvolgere, non sempre in modo positivo, il mercato del lavoro. Acquisire il titolo a condividere gli utili ed i risultati, non solo in termini di salario fisso contrattuale, ma anche di salario collegato ai risultati dell'attivita' aziendale, richiede una chiarezza di intenti ed imprenditoriale difficile da gestire con sistemi semplici. Ci siamo già ritrovati di fronte a compartecipazioni di lavoratori ad utili di aziende, e difficilmente questo ha poi contribuito a migliorare la condizione economica di questi ultimi, ma piuttosto ulteriori sacrifici e responsabilità che non devono toccare il lavoratore. L'imprenditore è tale perchè ha anche una base di scelta e di rischio, ed è giusto che decida delle linee generali dell'azienda sulla base di scelte di cui assume la responsabilità e conseguentemente degli utili o delle perdite. Il salario di produttività può riguardare il lavoro svolto, la quantià di prodotto sviluppato sollo sulla base di precise richieste dell'azienda, mai un risultato economico e commerciale che può essere negativo nonostante la quantità di produzione aggiuntiva. Del resto non si può poi chiedere di intervenire con i propri salari se il salario di produttività dovesse poi risultare negativo per l'incidenza di valori slegati dalla mera produzione. Chiedere ad un lavoratore di partecipare agli utili dovrebbe significare responsabilizzarlo nelle scelte, di quelle relative al ciclo di produzione, all'utilizzo dei colleghi, dell'approvigionamento di materie prime, variabili che devono essere compito di pochi specializzati pagati per questo e responsabilizzati al fine del raggiungimento degli obiettivi. L'appilcazione di un fenomeno Fiat provocherebbe un precedente applicabile a tutto il mercato del lavoro, compreso quello statale, in un domino pericolosissimo che, sperimentato in alcuni settori con la privatizzazione dei contratti per alcuni dirigenti, ha portato a volte buoni risultati, ama anche moltissimi fenomeni irreparabili.

 
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